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Lugana Orestilla 2020 – Montonale

Lugana Orestilla 2020 – Montonale 

Ritorno a stappare un Lugana Orestilla dell’azienda Montonale con grande entusiasmo (l’ultima volta un 2018) e lo ritrovo come sempre: un Vino di grande caratura. 

100% Turbiana che fermenta in acciaio, 8 mesi sulle fecce, 10 mesi in bottiglia.

Veste luminosa giallo cromo chiaro, potrebbe sembrare un vino fatto di luce. Al naso presenta un bel ventaglio di fragranze, mettendo insieme agrumi e fiori gialli come il narciso, sentori di spezie e reminiscenze di vegetale aromatico, quelle cose che si sentono passeggiando nella macchia in giugno, non mancano poi ricordi di drupe, di miele di timo. Il tutto orchestrato con generosa precisione.

Vino dall’acidità pronunciata, puntuta. Di buon corpo. Il 2018 lo ricordavo molto fresco, ma di una freschezza più larga, dilagante. Fanno da contrappunto densa morbidezza, un quid di dolcezza di frutto, ma il leitmotiv resta l’anima fresca. Alcol misurato per un bilanciamento molto apprezzabile. Vino prezioso, un vero gioiello del buon bere italiano, dalla persistenza leggendaria.

Prezzo in crescita, ma ancora incentivante.

Enonauta/Degustazione di Vino #447 - review - Lugana Orestilla 2020 - Montonale   | Un Gioiello della viticoltura italiana
Enonauta/Degustazione di Vino #447 - review - Lugana Orestilla 2020 - Montonale   | Un Gioiello della viticoltura italiana

Lugana Orestilla 2020 – Montonale 

I return to uncork a Lugana Orestilla from the Montonale company with great enthusiasm (the last time was a 2018) and I find it as always: a wine of great caliber. 

100% Turbiana fermented in steel, 8 months on the lees, 10 months in the bottle.

Luminous light chrome yellow dress, it could seem like a wine made of light. On the nose it presents a beautiful range of fragrances, bringing together citrus fruits and yellow flowers such as narcissus, hints of spices and reminiscences of aromatic vegetal, those things that you feel when walking in the scrub in June, then there are memories of drupes, of thyme honey. All orchestrated with generous precision.

Wine with pronounced, pointed acidity. Good body. I remembered the 2018 as very fresh, but with a broader, more pervasive freshness. They act as a counterpoint to dense softness, a hint of fruity sweetness, but the leitmotif remains the fresh soul. Measured alcohol for a very appreciable balance. Precious wine, a true jewel of good Italian drinking, with legendary persistence.

Price rising, but still encouraging.

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Dogliani 2021 – Nicholas Altare

Dogliani 2021 – Nicholas Altare

Nicholas Altare è un vignaiolo contemporaneo, al passo coi tempi. Gestisce le vigne di famiglia nella sottozona San Luigi di Dogliani facendo proprie le istanze di quella parte del mondo del vino che, sensibile ai cambiamenti climatici e alle nuove sfide che essi impongono al vignaiolo, s’impegna per ottenere vini più salubri e bevibili.

Tra le sue proposte questo Dogliani 2021 splendente, un Dolcetto chiaro ed essenziale, e sono veramente soddisfatto dell’essere riuscito nella testimonianza fotografica, fragrante, ampiamente floreale e con ricordi di mora e chiodi di garofano, meno pronunciati sentori di erbe aromatiche e humus.

Il profilo è netto, delineato, tracciato con parsimonia di segni, ma con abbondante energia e profondità. Freschezza incisiva, tannini grintosi ben governati (e non è cosa da poco parlando di Dolcetto), secco, risoluto, persistente.

Acquistato in cantina a un prezzo onestissimo.

Enonauta/Degustazione di Vino #444 - review - Dogliani 2021 - Nicholas Altare  | un vignaiolo contemporaneo per un vitigno classico

Dogliani 2021 – Nicholas Altare

Nicholas Altare is a contemporary winemaker, in step with the times. He manages the family vineyards in the San Luigi sub-zone of Dogliani, making his own the demands of that part of the wine world that, sensitive to climate change and the new challenges that they impose on the winemaker, is committed to obtaining healthier and more drinkable wines.

Among his proposals this splendid Dogliani 2021, a clear and essential Dolcetto, and I am truly satisfied with having succeeded in the photographic testimony, fragrant, largely floral and with hints of blackberry and cloves, less pronounced hints of aromatic herbs and humus.

The profile is clear, delineated, traced with parsimony of signs, but with abundant energy and depth. Incisive freshness, well-controlled gritty tannins (and this is no small thing when talking about Dolcetto), dry, resolute, persistent.

Purchased in the cellar at a very honest price.

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Domaine Jules Desjourneys – Mâcon-Fuissé Bois de La Croix 2020

Domaine Jules Desjourneys – Mâcon-Fuissé Bois de La Croix 2020

Fabien Duperray è un ex négociant di vini pregiati. Jules Chauvet era uno dei più eminenti studiosi francesi della vinificazione e sostenitore del vino naturale. A lui il primo dedica la sua azienda allora che decide di acquisire dei terreni tra il Mâconnais e Beaujolais. Niente tecnologia, molta attenzione.

È un vino che sa decisamente di Mâcon. Di Chardonnay di Mâcon. Vinificazione e affinamento in acciaio.

Colore concentrato, reminiscenze di orzo, mango e menta in prima battuta. Seguono note speziate e infine gessose e citrine. Sa farsi apprezzare.

Al palato è lussureggiante, strutturato, ricco di suggestioni e sapori. L’acidità ben diffusa e ha buona Tenuta per un’esperienza di gusto molto piacevole e convincente ad un prezzo, tipico degli Chardonnay del Mâcon, molto conveniente.

Domaine Jules Desjourneys – Mâcon-Fuissé Bois de La Croix 2020

Fabien Duperray is a former negociant of fine wines. Jules Chauvet was one of the most eminent French scholars of winemaking and an advocate of natural wine. 

Duperray dedicated his company to him when he decided to acquire land between Mâconnais and Beaujolais. No technology, lots of attention.

It is a wine that definitely tastes of Mâcon, of Chardonnay from Mâcon. Vinification and aging in steel.

Concentrated colour, reminiscences of barley, mango and mint at first sight. Followed by spicy and finally chalky and citrine notes. He knows how to be appreciated.

On the palate it is lush, structured, rich in suggestions and flavours. The acidity is well spread and has good stability for a very pleasant and convincing taste experience at a very affordable price, typical of Mâcon Chardonnays.

Enonauta/Degustazione di Vino #443 - review - Domaine Jules Desjourneys - Mâcon-Fuissé Bois de La Croix 2020 - I Favati  | Bontà economica da Macon
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Fiano di Avellino Pietramara Riserva Etichetta Bianca 2019 – I Favati

Fiano di Avellino Pietramara Riserva Etichetta Bianca 2019 – I Favati

Vino Eccellente nel senso proprio dell’Eccellere tra i simili per qualità, come da definizione Treccani.

Selezione in vigna, vendemmia tardiva, vinificazione in acciaio e a seguire maturazione sulle fecce fino alla primavera successiva. Un altro anno di affinamento in bottiglia. 

Vino di colore chiarissimo, quasi diafano (non è stato semplice testimoniarne il colore in foto con la luce artificiale), e dal bel bouquet dove si riconoscono i sentori di pino, di cedro, di pesca bianca e più tenui richiami di vegetale aromatico in un crescendo di intensità senza mai cedere in precisione.

Vino che ha grande forza. Trama spessa, rugosa, freschezza incisiva e un’anima sapido/salina irresistibile che anima il sorso per un tempo molto lungo. Il tutto con una precisione di tratto e un equilibrio non comuni.

Fiano di Avellino Pietramara Riserva Etichetta Bianca 2019 – I Favati

Excellent wine in the true sense of excelling among similar ones in quality, as defined by Treccani.
Selection in the vineyard, late harvest, vinification in steel and then maturation on the lees until the following spring. Another year of aging in the bottle.

A wine with a very light color, almost diaphanous (it was not easy to witness the color in photos with artificial light), and a beautiful bouquet where you can recognize the hints of pine, cedar, white peach and more subtle hints of aromatic vegetal in a crescendo of intensity without ever giving up in precision.

A wine that has great strength. Thick, wrinkled texture, incisive freshness and an irresistible savory/saline soul that animates the sip for a very long time. All with an uncommon precision of stroke and balance.

Enonauta/Degustazione di Vino #442 - review - Fiano di Avellino Pietramara Riserva Etichetta Bianca 2019 - I Favati  | Fiano di Eccellenza
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Fiano di Avellino “Alimata” 2018  – Villa Raiano

Fiano di Avellino 2018 Alimata – Villa Raiano 

Da vigna su terreno argillloso nel comune di Montefreddane. “Vinificazione semplice, ma prolungata nel tempo” si può leggere sul sito aziendale. 12 mesi sulle fecce, 12 mesi in bottiglia.

Ne avevo stappata un’altra nei mesi estivi, ma con scarsa soddisfazione principalmente per una prematura ossidazione.  

Vino sostanzioso dal colore concentrato e dal bouquet esteso che presenta reminiscenze agrumate di limone tagliato,  gelsomino, pesca bianca, mentuccia e marzapane. Le fragranze non mancano e non mancano di brio.

In bocca mostra una certa densità e sviluppa calore, ma non t’invischia perché ha anche una componente acida e salina di tutto rispetto e profondità di gusto. 

Rispetto alla prima bottiglia non c’è paragone. Buon bianco forse un po’ troppo strutturato da bere adesso.

Enonauta/Degustazione di Vino #441 - review - Fiano di Avellino 2018 Alimata - Villa Raiano  | Sostanzioso Fiano

Fiano di Avellino 2018 Alimata – Villa Raiano

From vineyard on clayey soil in the municipality of Montefreddane. “Simple winemaking, but prolonged over time” can be read on the company website. 12 months on the lees, 12 months in the bottle.

I had uncorked another one in the summer months, but with little satisfaction mainly due to premature oxidation.

Substantial wine with a concentrated color and an extensive bouquet that presents citrus reminiscences of cut lemon, jasmine, white peach, mint and marzipan. There is no shortage of fragrances and no shortage of panache.

In the mouth it shows a certain density and develops heat, but it doesn’t entangle you because it also has a respectable acid and saline component and depth of taste. Compared to the first bottle there is no comparison. Good white wine perhaps a little too structured to drink now.

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Roero Riserva 2020 “La Val dei Preti” – Matteo Correggia

Roero Riserva 2020 La Val dei Preti – Matteo Correggia 

Roero Riserva di una delle migliori aziende del Roero ottenuto ovviamente dal Nebbiolo coltivato sulla vigna da cui il nome, vigna prevalentemente sabbiosa. 

Macerazione di quindici giorni e a seguire invecchiamento per 15 mesi in botti da 30 hl e legni piccoli usati.

Nel bicchiere c’è un vino molto luminoso, granato di media fittezza, con fini ricordi prevalentemente fruttati come il corbezzolo e la prugna e di contorno la foglia thè nero, l’eucalipto e più tenui sentori speziati e di humus. Non è un campione di esplosività, ma si apre con costanza fino ad essere un vino fragrante.

Il sorso risulta avvincente. Calibrato in ingresso, sviluppa calore, spessore, sapidità in crescendo, agevolato nell’allungo dall’acidità che è copiosa e diffusa così come dal tannino maturo di grana molto fine. Finisce aperto, lungo, godibile, equilibrato.

La ragione della sua riuscita a mio avviso sta in questo misurato crescendo. 

Costo 24 euro in enoteca. Giusto.

Enonauta/Degustazione di Vino #440 - review - Roero Riserva 2020 "La Val dei Preti" - Matteo Correggia  | Bella Espressione di Nebbiolo Roero
Enonauta/Degustazione di Vino #440 - review - Roero Riserva 2020 "La Val dei Preti" - Matteo Correggia  | Bella Espressione di Nebbiolo Roero

Roero Riserva 2020 La Val dei Preti – Matteo Correggia

Roero Riserva from one of the best companies in Roero obviously obtained from Nebbiolo grown on the vineyard from which it gets its name, a predominantly sandy vineyard.

Maceration for fifteen days and then aging for 15 months in 30 hl barrels and small used woods.

In the glass there is a very bright wine, medium-density garnet, with fine predominantly fruity memories such as strawberry tree and plum and on the side black tea leaf, eucalyptus and more subtle spicy and humus hints. It is not a champion of explosiveness, but it opens up consistently until it becomes a fragrant wine.

The sip is compelling. Calibrated at the entrance, it develops heat, thickness, flavor in crescendo, aided in the extension by the acidity that is copious and widespread as well as by the mature tannin of very fine grain. It ends open, long, enjoyable, balanced.

The reason for its success in my opinion is in this measured crescendo.

Cost 24 euros in wine shop. Fair.

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LOSNA 2021 – ROCCO DI CARPENETO

Losna 2021 – Rocco di Carpeneto

Comprai questa bottiglia a Fornovo  (Vini di Vignaioli) dopo che l’assaggio al banco di Rocco di Carpeneto mi lasciò una buona impressione.

È un dolcetto dell’alto Monferrato Ovadese, senza denominazione. Attitudine fortemente artigianale quindi lieviti “selvaggi”, come si può leggere sul sito, lunga macerazione e invecchiamento in legni esausti per 15 mesi.

Vino che attraversa più fasi dopo l’apertura. La prima, appena dopo l’apertura, non proprio rassicurante e dominata dal sentore di smalto/acetone. Non sono solito arrendermi e lascio la bottiglia da parte per tornare.

La seconda, più rincuorante, riporta alla giornata di Fornovo con un Dolcetto  dal colore scuro e con ricordi floreali, di frutto nero e spezie ben amalgamati e dal sorso rustico, ruvido, pieno, energico.

Purtroppo la terza fase porta con sé un prepotente ritorno del Brett in fase retrolfattiva a caratterizzare l’esperienza negativamente. Negativamente per me che scrivo, ma sicuramente non per altri. Per me gli elementi di narrazione aventi a che fare col modus operandi, la naturalità et similia purtroppo non riescono a depotenziare l’impatto di certe caratteristiche sul giudizio finale sulla qualità di un vino.

Chi invece le tenesse in considerazione, e condideri magari il Brett una “coloritura”, potrà apprezzare questo vino anche grandemente.

Enonauta/Degustazione di Vino #439 - review - LOSNA 2021 - ROCCO DI CARPENETO  | Dolcetto dell'Ovadese di carattere, forse troppo.
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Chianti Classico 2020 – Fattoria San Giusto a Rentennano

Chianti Classico 2020 – Fattoria San Giusto a Rentennano 

Sangiovese con una piccola parte di Canaiolo. 11 mesi di invecchiamento in botti, tonneau e barrique al termine di una vendemmia propizia.

Da Gaiole in Chianti.

Riscorrendo a memoria gli assaggi passati davanti a questa bottiglia penso: “Che sia il miglior Chianti Classico annata 2020?”. Certo lo metto insieme a un altro paio tra quelli più compiuti e convincenti.

Florido e fragrante, meglio del desaparecido e premiato 2016 che assaggiai a suo tempo. C’è l’impronta tipica dell’azienda, quindi profondità e un certo ombroso temperamento, ma in questo caso è declinata su toni più luminosi e gioviali.

Bel granato intenso il colore. Frutto in primo piano. Cassis, ciliegia, scorza di arancio, fruttuosità imperiosa con un contorno di ricordi speziati di cannella, carnosi, di humus, di eucalipto. Intensità e nitore eccezionali che rendono le fragranze percepibili a distanza.

Vino trascinante, pieno di energia e gusto che tornano con ritmo costante tracciando un percorso netto e lungo. Acidità vivace, mai sopra le righe, sempre organica all’esperienza nel suo complesso. Pur portando in dote 14,5 gradi e non lesinando affatto in concentrazione è un vino che si beve agilmente e che finisce quasi per sembrare leggiadro. I tannini emergono da questa grande onda di gusto perfetti per forma e forza.

Vino eccellente in relazione alla tipologia, ed eccellente anche in senso generale. 

Enonauta/Degustazione di Vino #438 - review - Chianti Classico 2020 - San Giusto a Rentennano  | Per noi è il miglior Chianti Classico 2020
Enonauta/Degustazione di Vino #438 - review - Chianti Classico 2020 - San Giusto a Rentennano  | Per noi è il miglior Chianti Classico 2020

Chianti Classico 2020 – Fattoria San Giusto in Rentennano 

Sangiovese with a small part of Canaiolo. 11 months of aging in barrels, tonneaus and barriques at the end of a favorable harvest.

From Gaiole in Chianti.

Going through the tastings of this bottle by heart, I think: “Is this the best Chianti Classico of the 2020 vintage?”. Of course I put it together with a couple of other more accomplished and convincing ones.

Florid and fragrant, better than the desaparecido and award-winning 2016 that I tasted at the time. There is the typical imprint of the company, therefore depth and a certain shady temperament, but in this case it is expressed in brighter and more jovial tones.

Nice intense garnet color. Fruit in the foreground. Cassis, cherry, orange peel, imperious fruitiness with a side of spicy memories of cinnamon, fleshy, humus, eucalyptus. Exceptional intensity and clarity that make the fragrances perceivable from a distance.

An enthralling wine, full of energy and taste that return with a constant rhythm, tracing a clear and long path. Lively acidity, never over the top, always organic to the experience as a whole. Despite bringing 14.5 degrees and not skimping on concentration at all, it is a wine that can be drunk easily and which almost ends up seeming graceful. The tannins emerge from this great wave of taste, perfect in shape and strength.

Excellent wine in relation to the type, and also excellent in a general sense.

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Brunello di Montalcino Saporoia 2010 – Az. Agr. Baccinetti

Brunello di Montalcino Saporoia 2010 – Az. Agr. Baccinetti

Assaggiato a Benvenuto Brunello al tempo e poi acquistato in azienda a seguito delle buone impressioni ricevute.

L’azienda Baccinetti si trova appena dopo il Passo del Lume Spento percorrendo la S.P. 14 verso Sant’Angelo in Colle. 

Trattasi di un Brunello di grande impatto, dal contenuto alcolico considerevole, ma senza melensaggini ed eccessi di trattamento. Di ispirazione tradizionale.

Il colore è granato fitto. Negli anni ha decisamente ampliato il suo potenziale aromatico e sviluppa in primo piano bei ricordi di arancia tarocco, amarena Toschi, tabacco e meno pronunciati sentori di cenere bianca, erbe aromatiche e di sottobosco autunnale. In crescendo con l’arieggiamento.

In ingresso mostra una certa virulenza, con la sua indiscutibile potenza e il suo volume non è certo bilanciato, ma l’effetto generale prodotto dal suo calore, dal tannino che va allentando la presa, dal suo gusto intenso è quello di un vino largo ed avvolgente, impegnativo ed avvincente, lungo e  con un finale amaricante/balsamico.

Per mio parere è all’apice positivo del suo evolversi e con pietanze ricche, in questo caso un bel tegame di Salsicce della Montagna Pistoiese con fagioli e lenticchie, può dare grandissime soddisfazioni.

Potrà non essere il più raffinato tra tutti i Brunelli, ma ha il pregio della sincerità e della chiarezza. 

Indubbiamente un ottimo Sangiovese. 

https://www.enonauta.it/didattica/luoghi-del-vino/#montalcino
https://www.enonauta.it/didattica/luoghi-del-vino/#montalcino
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Chianti Classico DUELAME 2021 – Lamole di Lamole

Chianti Classico DUELAME 2021 – Lamole di Lamole

Io e Martino Baldi lo assaggiammo alla Chianti Classico Collection 2024. Ci colpì ed emerse alla fine della fiera come uno degli assaggi più nitidi e convincenti tra la moltitudine di bottiglie presenti a dispetto del suo essere reperibile al supermercato e prodotto da un’azienda di proprietà di un grande gruppo. Contravvenendo quindi ulteriormente a una delle regole capitali del winelover di alta categoria, ovvero che la GDO è il demonio e tutto ciò che vi si compra non è buono, usufruimmo poi della stessa offerta del solito supermercato.

Un vino a cui darei la massima valutazione per i valori espressi in relazione alla tipologia e alle metodiche di produzione.

Sangiovese vinificato in acciaio. Poi invecchiato in botte e a seguire l’affinamento in bottiglia. L’altitudine e il suolo sono qui come in tutti i vini di Lamole una componente fondamentale.

Vino di colore mediamente fitto, fragrantissimo e filologico presenta prevalenti ricordi di giaggioli e marasche, l’arancia navel e il timo, con più discreti rimandi ematici e balsamici.

Al palato risulta pienamente definito, preciso, entra con freschezza tipica ben innervata, corpo snello e ottima e lunga dinamica di gusto. Ha tannini di carattere e fini, si beve e si ribeve con gioia accompagnando il pasto, finisce coerentemente con ritorno del frutto e in parte balsamico.

Bevuto ora dà grande soddisfazione, ma ancora tra qualche anno, con buona probabilità, regalerà emozioni a chi saprà conservarne qualche bottiglia.

Enonauta/Degustazione di Vino #435 - review - Chianti Classico DUELAME 2021 - Lamole di Lamole | Chianti Classico Filologicamente Lamolese
Enonauta/Degustazione di Vino #435 - review - Chianti Classico DUELAME 2021 - Lamole di Lamole | Chianti Classico Filologicamente Lamolese

Chianti Classico DUELAME 2021 – Lamole di Lamole

Martino Baldi and I tasted it at the Chianti Classico Collection 2024. It struck us and emerged at the end of the fair as one of the clearest and most convincing tastings among the multitude of bottles present despite its being available in the supermarket and produced by an owned company of a large group. Therefore further violating one of the capital rules of high-class wine lovers, namely that large-scale retail trade is the devil and everything you buy there is not good, we then took advantage of the same offer as the usual supermarket.

A wine to which I would give the highest rating for the values ​​expressed in relation to the type and production methods.

Sangiovese vinified in steel. Then aged in barrels followed by refinement in the bottle. Altitude and soil are a fundamental component here, as in all Lamole wines.

A wine with a medium-dense colour, very fragrant and philological, with prevalent hints of irises and morello cherries, navel orange and thyme, with more discreet blood and balsamic references.

On the palate it is fully defined, precise, enters with typical well-innervated freshness, slim body and excellent and long dynamic flavour. It has characterful and fine tannins, it can be drunk over and over again with joy accompanying the meal, it ends consistently with a return of fruit and is partly balsamic.

Drunk now it gives great satisfaction, but in a few years, it will probably give emotions to those who know how to keep a few bottles of it.

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