Degustazioni, Eventi

Terre di Toscana 2025 – una conferma che non stanca mai

Terre di Toscana 2025 

Una conferma che non stanca mai

Terre di Toscana non si batte. Nel caso si apprezzi il vino Toscano nelle sue varie declinazioni ed interpretazioni non esiste nessun altro festival, fiera, evento di settore che soddisfi il palato e la curiosità di chi, per lavoro o per passione, si interessa del vino toscano. Il meglio è tutto riunito nello spazio di due sale e la forza di questo appuntamento, giunto ormai alla XVII edizione, è la densità critica di vini di qualità tanto da dover trascurare necessariamente anche vini davanti  ai quali normalmente non ci si tirerebbe mai indietro. Bello, no?

Formula così testata e ben riuscita che spesso si ritrovano i nostri produttori preferiti al solito posto, anno dopo anno. 

Che si può dire del giro di assaggi? – Terre di Toscana 2025

I rossi di Montalcino 2023, annata definita unica nella sua difficoltà, danno indicazioni confortanti. Sarà forse poco, ma probabilmente buono. 

Assaggiati degli ottimi Brunello, sia 2020 e riserva 2019. Alcuni ottimissimi. Ciò che io personalmente ricorderò a lungo saranno i vini di Gianni Brunelli – Le Chiuse di Sotto, la veemenza profumiera dei Brunello di Podere Giodo, Percarlo 2021 di San Giusto a Rentennano e il bottiglione di Percarlo 2010 il cui assaggio ha “rinverdito il brivido blu” di una bottiglia bevuta qualche anno fa, Cappella Sant’Andrea e Colombaio di Santa Chiara che tengono alta, altissima la bandiera della Vernaccia di San Gimignano e Cianferoni da Radda – Caparsa per le cui bottiglie ho esaurito le parole di elogio. E poi altri e altri ancora che avranno la possibilità di essere riassaggiati in altre occasioni.

Eventi Vino #24 - 2025 - Terre di Toscana XVII edizione - Lido di Camaiore | Il più grande evento dedicato al vino toscano
Eventi Vino #24 - 2025 - Terre di Toscana XVII edizione - Lido di Camaiore | Il più grande evento dedicato al vino toscano
Eventi Vino #24 - 2025 - Terre di Toscana XVII edizione - Lido di Camaiore | Il più grande evento dedicato al vino toscano
Eventi Vino #24 - 2025 - Terre di Toscana XVII edizione - Lido di Camaiore | Il più grande evento dedicato al vino toscano
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Bottiglie, Degustazioni

Brunello di Montalcino 2015 – Altesino

Brunello di Montalcino 2015 – Altesino

Sangiovese dalle varie tenute in cui si trovano i 50 ettari vitati dell’Azienda Altesino. Due anni di invecchiamento in legno e quattro mesi di affinamento in bottiglia. 

Valutando questa singola bottiglia, conservata in condizioni di luce e umidità costante a casa mia fin da poco dopo l’uscita, direi che questo Brunello 2015 di Altesino era da stappare adesso. Volendo un anno fa, magari tra un anno, ma la finestra è quella giusta. Voglio aggiungere che l’annata in questo caso è stata interpretata in modo magistrale, senza sbavature alcoliche e surmaturazioni. E che è sempre bello stappare una bottiglia intercettata nel giusto momento.

Il colore tende al traslucido, integro e lucente, tra il granato e il mattone.

Il tratto dominante è il frutto maturo con il cassis in testa, ma non mancano fragranze assortite a partire dalla foglia di Lauro e di mirto, l’arancia tarocco, non mancano ricordi balsamici, di terra smossa, di tabacco.

Vino sornione con ingresso calibrato. Media la densità, largo in bocca, risulta convincente e assai piacevole grazie alla coesione, all’equilibrio raggiunto, alla profondità. Innesca una brillante progressione di gusto senza disturbi, intoppi di nessun genere per un disegno generale tutto su toni caldi, avvolgenti. 

Un vino decisamente risolto.

Enonauta/Degustazione di Vino #446 - review - Brunello di Montalcino 2015 - Altesino  | Un bel Brunello risolto e pronto
Enonauta/Degustazione di Vino #446 - review - Brunello di Montalcino 2015 - Altesino  | Un bel Brunello risolto e pronto

Brunello di Montalcino 2015 – Altesino

Sangiovese from the various estates where the 50 hectares of vineyards of the Altesino Company are located. Two years of aging in wood and four months of refinement in the bottle. Evaluating this single bottle, stored in conditions of constant light and humidity at my house since shortly after its release, I would say that this Brunello 2015 by Altesino should have been uncorked now. A year ago if you like, maybe in a year, but the window is the right one. I would like to add that the vintage in this case has been interpreted in a masterly way, without alcoholic blemishes and over-ripening. And that it is always nice to uncork a bottle intercepted at the right moment.

The color tends to be translucent, intact and shiny, between garnet and brick. The dominant trait is the ripe fruit with cassis in the lead, but there is no lack of assorted fragrances starting from the laurel and myrtle leaf, the tarocco orange, there is no lack of balsamic memories, of loose earth, of tobacco.

A sly wine with a calibrated entrance. Medium density, broad in the mouth, it is convincing and very pleasant thanks to the cohesion, the balance achieved, the depth. It triggers a brilliant progression of taste without disturbances, hitches of any kind for a general design all on warm, enveloping tones. A decidedly resolved wine.

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Bottiglie, Degustazioni

Barbaresco Ovello 2016 – Cascina Morassino

Barbaresco Ovello 2016 – Cascina Morassino

Cantina in Barbaresco.  4,5 ettari, impostazione classica. 20 mesi in botti e un anno in bottiglia. 

Stappo, verso e c’è qualcosa che mi parla di un vino surmaturo. Però mi sbaglio. È solo il preponderante carattere etereo del vino che mi trae in inganno. 

Il colore è granato fitto e l’arieggiamento rende percepibili piacevoli sentori di arancia amara o Melangolo, carruba e ribes, terra secca, pellame a contorno della dominante Eterea.

In bocca il vino risulta strutturato, caldo e denso, con decisa impronta alcolica non dovuta a mio avviso semplicemente alla gradazione,  ma anche alla sua “presenza” che a tratti rende il sorso un po’ faticoso. Vigoroso fino quasi alla Virulenza. Al netto di questo alcol forse eccessivo, in bocca emerge un’anima più fruttata, durevole e salda grazie a una acidità viva e a tannini rigorosi.

Per mio parere, troppo alcool e poco bilanciamento.

Barbaresco Ovello 2016 – Cascina Morassino

Cellar in Barbaresco. 4.5 hectares, classic setup. 20 months in barrels and a year in bottle.

I uncork, pour and there is something that tells me of an overripe wine. But I am wrong. It is only the predominant ethereal character of the wine that deceives me. The color is dense garnet and the aeration makes pleasant hints of bitter orange or Melangolo, carob and currant, dry earth, leather perceptible as a side dish to the dominant Eterea.

In the mouth the wine is structured, warm and dense, with a strong alcoholic imprint not due in my opinion simply to the alcohol content, but also to its “presence” that at times makes the sip a bit tiring. Vigorous almost to Virulence. Despite this perhaps excessive alcohol, a more fruity, long-lasting and solid soul emerges in the mouth thanks to a lively acidity and rigorous tannins.

In my opinion, too much alcohol and not enough balance.

Enonauta/Degustazione di Vino #445 - review - Barbaresco Ovello 2016 - Cascina Morassino  | Un Barbaresco di peso
Enonauta/Degustazione di Vino #445 - review - Barbaresco Ovello 2016 - Cascina Morassino  | Un Barbaresco di peso
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Degustazioni, Eventi

Un’Altra Toscana è Possibile

Anteprima l’Altra Toscana – Mi consento di usare uno slogan da campagna elettorale malriuscita solo perché in effetti la manifestazione ha questo nome.

L’ALTRA TOSCANA È POSSIBILE 

L’altra toscana

Un’altra Toscana è possibile, anzi c’è. E si raduna al Palazzo degli Affari di Firenze per una anteprima voluminosa. 13 denominazioni presentano le nuove etichette, tra bianchi e rossi svariate centinaia di proposte. Non so perché mi aspettavo di trovare anche il Morellino di Scansano, ma non c’era e ci son rimasto male e poi mi sono rinvenuto ed è riemerso il ricordo, nel tourbillon delle Anteprime Toscane, dell’evento congiunto col Consorzio del Chianti. 

Sarà per la prossima volta…

Presenti invece Maremma Toscana, Montecucco e Montecucco Sangiovese, Cortona, Chianti Rufina, Terre di Casole, Suvereto, Val di Cornia e Rosso della Val di Cornia, Carmignano, Barco Reale di Carmignano e Vin Santo di Carmignano e IGT Toscana.

Una manifestazione che ritengo importante per offrire la giusta visibilità e il giusto riconoscimento a territori dove si lavora da tantissimo tempo, ad esempio Rufina e Carmignano, così come quelli in cui l’impegno è cominciato in tempi più recenti, ma senza difettare di entusiasmo e competenza. 

Manifestazione peraltro organizzata molto bene. Spazi luminosi, servizio pronto grazie alla Dinamica Sommelierie messa in scena dall’AIS e ci tengo a precisare, perché non è cosa da poco, che nemmeno una goccia di vino è stata versata sulla mia parte di tavolo. Complimenti!

Passiamo agli assaggi. 

Salto i bianchi e decido di concentrarmi sul Sangiovese. 

Sangiovese

Chianti Rufina

Parto dal Chianti Rufina con una selezione, assaggiare tutto è impossibile, di bottiglie dell’annata 2021 di Terraelectae il progetto di promozione delle eccellenze assolute del territorio. 

Inizio davvero scoppiettante. L’annata probabilmente agevola, ma i campioni da me assaggiati sono, nella loro peculiare interpretazione, quasi tutti di alto livello.

Sono tutti Chianti Rufina Riserva. In ordine di assaggio:

Vigna Colonneto di Villa Travignoli

Mi ricorda per stile e profondità certi Bucerchiale bevuti in passato. Balsamico, terroso, secco e poco indulgente, tannino molto compatto, potrei definirlo anche “divisivo”, ma in senso ovviamente elogiativo.

Vigneto Quona de I Veroni

Bello. Abbondano l’agrume, il frutto rosso, le spezie, fluente, pieno di gusto, equilibrato. Socialdemocratico…

Vigna Poggio Diamante Tenuta Bossi

Lo trovo leggermente sovramaturo in principio, poi si arrichisce con l’arieggiamento e sviluppa ricordi di lavanda. Sorso equilibrato, in finale apre assai, il meno energico di tutti i campioni.

Vigna Montesodi di Frescobaldi

Finezza. Molta finezza e precisione di tratto. Marasca, Mandarino, Mentolato/balsamico, arioso, note di sottobosco appena accennate. Palato tutto in tiro, calibratissimo seppur giovane. 

Vigna Montefiesole di Grignano

Eleganza, rigore e fedeltà alla tipologia. Giovane, non propriamente approcciabile da subito.

Vigna Le Rogaie di Colognole

Il più chiaro e tannico. Ricordi delicati di piccoli frutti rossi, dopo la prima fase di chiusura si apre. Vino asciutto nella forma, 

Vigneto Erchi di Selvapiana

Vino ampio, dalla fruttuosità mostruosa, speziato, terroso, sanguigno.

Sorso largo, avvolgente. Tannino di carattere, caldo. Appena troppo caldo. 

Vigneto Lastricato di Castello del Trebbio

Ricordi di frutto maturo e scorza di arancio, note balsamiche. 

Vino molto tattile che cerca la distensione, ma credo ci vorrà un po’.

Vigna alla Stele di Frascole

Il meno aperto sulle prime, ma poi si assesta su una discreta fragranza. Luminoso, con sentori di melograno, erbe aromatiche, la struttura appare minuta, ma non difetta di forza espressiva e profondità.

Sinceramente vorrei portare tutti i nove campioni a casa.

Montecucco Sangiovese

Dal Chianti Rufina mi sposto, in realtà resto seduto al tavolo, verso il Montecucco Sangiovese. 11 campioni per cercare qualche conferma delle buone sensazioni avute lo scorso anno.

La Fonte 2021 di Tenuta Pianirossi

Bouquet originale con Resina di Pino, spezie, mora di gelso. Sorso morbidino, accomodante, non brilla per dinamicità. Piacevole.

Istrico 2021 di Villa Patrizia

Si sviluppa su toni cupi, terrosi. Fruttato, molto fisico, ha tannini quadrati, certo da rivalutare tra un po’. 

Montenero 2020 di Montenero Winery

Colore chiantigianeggiante, molto mentolato, ribes, erbe aromatiche. Asciutto, ben disteso, tannino divertente, ampiamente godibile.

Campinuovi 2020 di Campinuovi

Un po’ acerbo, sia al naso, sia al palato. Ha un impatto molto tattile, ma poi tende a sparire.

Podere Montale 2019 di Podere Montale

Cassis e Pepe. Molto concentrato, voluminoso, ma in bocca alla fine trova una sua definizione.

Tribulo 2019 di Poggio Stenti

Chiarissimo, scorrevole, agile, tende al CLASSICO. Marasca ed essenze orientali.

Lavico 2018 di Amiata Vini del Vulcano

Quasi violetto. Ciliegia, resine, chiodo di garofano. Ha discreta freschezza, semplice il sorso. 

Parmoleto 2019 di Parmoleto

Vino interlocutorio, probabilmente in una fase di poca “comunicatività”.

Vigna Allegra Riserva 2019 di La Banditaccia

Floreale, il più floreale dei campioni. Sapido, netto ed austero. Buono.

Viandante 2018 di Tenuta L’Impostino

Ciliegie ed eucalipto più sentori boisee. Pronunciati.

Coerentemente molto frutto, balsamico, caldo con tendenza all’amaro e all’astringenza.

Poggio Lombrone 2018 di Collemassari

Il colore attira, ma poi è burroso e breve. 

Suvereto Sangiovese

Ce ne sono tre e li assaggio tutti e tre, ma mi pento.

Buca di Cleonte 2021 di Petricci e Del Pianta

Molto boisee, tannini molto piccanti, il meno Sangiovese di tutti i Sangiovese assaggiati.

Ciparisso  2020 de La Fralluca

Vino un po’ “verde”, ha un bouquet non banale, ma alla fine resta il ricordo della “paralisi facciale”.

Sangiovese 2019 di Gualdo del Re

Maturo e molto speziato, scuro, terroso, ha volume, ma risulta evanescente al gusto.

Val di Cornia Sangiovese – anteprima altra toscana

Uno solo, ma sorprendente.

Montepitti 2022  di Rigoli

Dal colore traslucido, è floreale, ricorda poi il chinotto e le carrube, la fragolina selvatica, fresco e invitante, tannico quanto basta, semplice, diretto, ma non scontato.

Fine primo tempo 

Dopo questa carrellata di Sangiovese opto per una sestina di peso correndo il rischio che mi inneschi la voglia di PERONI e/o AGENO (si scherza…)

Chiamo dunque i Supertuscan – anteprima altra toscana

Apice 2021 di Amerighi | Syrah

Ma che bel vino!

Viola di colore, speziato (ovvio), ma anche pieno di frutto fresco. Vino vibrante. Col tempo si arricchisce di ricordi di gladiolo e incenso. La beva è semplice, nobilmente semplice.

Giusto di NOTRI 2022 di Tua Rita | CS80 ME10 CF10

Esplosione di Cassis e Doga del letto a castello. Si può pure pensare che in circa venti anni il legno sarà “integrato”,  ma a me, nella migliore delle ipotesi, tra vent’anni il dottore avrà ingiunto di non bere. Nella peggiore sarò morto.

A parte gli scherzi questo non è un vino che si può giudicare adesso. E a mio avviso nemmeno bere. C’è tanto, troppo di tutto.

Ghiaie della Furba 2021 di Capezzana | CS50 ME25 SY25

Vino che ha bisogno di aria. Chiuso al naso, forse non è il suo momento. Ci vuole un po’ per cominciare a sentire del profumo di terra secca e a seguire più tenui rimandi di frutto scuro e spezie. In bocca  al momento ha troppa presa. Da riassaggiare.

Quercegobbe 2022 di Petra | Merlot

Cenere, mirtillo, vaniglia.

Rotondo, ma ha una sua bevibilità. Non trascendentale.

Montechiari 2021 di Montechiari | SN ME CS CF

Sarà forse l’annata e il MESCOLONE (affettuosamente), ma sugli altri spicca.

Pepe e frutti di bosco, ma anche sanguigno, resine, arancia.

Il sorso funziona, certo ha volume e non è verticale, ma ha un lungo finale ben concertato. 

Oreno 2022 di Tenuta Sette Ponti | CS ME PV

Possente e ruffiano. Vagamente zuccherino, volendo lo si può bere adesso, ad esempio con il Dolceforte, ma probabilmente anche poi.

Credevo di averne abbastanza, ma a quanto pare bere seduti in silenzio aiuta a sputare praticamente tutto, e invece di 6 Peroni chiamo altri 6 vinoni ché c’ho preso gusto.

ALTRI SUPERTUSCAN – anteprima altra toscana

Siepi 2022 di Castello di Fonterutoli | SAN ME

Giovane, ma volendo si può bere. Timido al naso, ma il suo punto forte è il sorso. Sapido e decisamente lungo nonostante una trama tannica fitta. E soprassedendo su quell’alcool un poco brado…

Ripa delle More 2022 di Tenuta Vicchiomaggio SAN CS ME

Vino un po’ verde, con sentori vegetali in primo piano. Non è il suo momento.

Cercatoja 2021 di Buonamico SAN SY CS

Humus, sentori ematici, di agrume e di spezie. Molto ordinato. Anche il sorso è lineare e scorrevole, pur come può essere scorrevole un vino di questo calibro. Finisce molto largo.

Modus Primo 2021 di Ruffino ME SAN CS

Sovramaturo ed etereo, possente e caldo, ma anche un po’ enigmatico nella sua identità così poco delineata. Io non riuscirei a trovargli una collocazione in alcun contesto.

PerPiero 2020 di Tenuta Moraia SAN CS CF

Cassis, spezie dolci, vegetale aromatico. Di forma netta. Secco, con tannini sviluppati, davvero ben definito. In questo caso sarei curioso di riprovare, subito o tra un po’.

Avvoltore 2019 di Morisfarms SAN CS SY

Tra questi Supertoscani e’ quello col bouquet  più complesso. Cenere, eucalipto, noce moscata e a seguire il frutto scuro.

Il sorso è un po’ duro, non durissimo e il vino si potrebbe agevolmente bere, al momento nonostante i 6 anni passati dalla vendemmia, ma innesca un bel pensiero su qualcosa che potrebbe succedere.

Su questa speranza generata da Avvoltore chiudo il quaderno e me ne torno pian pianino al treno come si conviene all’omo intelligente che “quando piove porta l’ombrello”.

Eventi Vino #21 - 2025 - Anteprima l'Altra Toscana - Firenze | molta della Toscana meno celebrata in anteprima
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Eventi

Calendario degli eventi del Vino nel 2025 in Italia

Eventi e festival del Vino per il 2025 in Italia

Eventi Vino 2025 – Calendario degli Eventi del Vino in Italia ovvero Dove andranno nel 2025 gli Enomaniaci?

Eventi Vino 2025? La scelta non manca ed ecco qui un calendario degli eventi del vino con una selezione delle migliori occasioni italiane. Benvenuti nella nostra guida semicompleta agli eventi del vino in Italia, dove potrete scoprire le più prestigiose manifestazioni enogastronomiche del Bel Paese. Dalle degustazioni alle fiere del settore, vi condurremo alla scoperta delle tradizioni vinicole italiane, offrendovi un’esperienza unica nel mondo del vino. Scoprite con noi i luoghi e le date dei principali eventi, e lasciatevi guidare alla ricerca dei migliori vini e delle eccellenze enogastronomiche italiane. Benvenuti nel meraviglioso mondo del vino italiano!

gennaio | febbraio | marzo | aprile | maggio | giugno | luglio | agosto | settembre | ottobre | novembre | dicembre |

Eventi Vino 2025

VINO in-dipendente


12 GENNAIO 2025 a Calvisano (BS)

Fiera-mercato del vino artigianale

Ingresso € 15,00 compreso di calice per assaggi e busta porta bicchiere ( si possono assaggiare tutti i vini con l’ingresso ).

Eventi Vino 2025

NEBBIOLO NEL CUORE

DOMENICA 12 E LUNEDì 13 GENNAIO 2025 a Roma l’evento dedicato a tutti gli amanti del Nobile Vitigno Piemonte

Eventi Vino 2025

VINIVERI ASSISI 2025

Il 13 gennaio ad Assisi il primo appuntamento Enoico del 2025.

Valle di Assisi Hotel & Spa

Eventi Vino 2025

La Sardegna di Vinodabere

Sabato 18 e domenica 19 gennaio 2025

Hotel Belstay, Via Bogliasco, 27 – Roma

La terza edizione dell’evento dedicato ai vini dell’isola

Forlì Wine Festival

Mostra mercato di vini italiani alla Fiera Enogastronomica. Dal 24 al 26 gennaio.

EVOLUZIONE NATURALE – EVENTI VINO PUGLIA

26 e 27 gennaio Grottaglie (Taranto)

Eventi Vino 2025

WINE & SIENA

dal 24 al 27 gennaio a Siena | Palazzo Squarcialupi/Santa Maria della Scala

Degustazioni, Talks e altro a cura di The Wine Hunter

Eventi Vino 2025

VINI MIGRANTI

FIRENZE / 26-27 GENNAIO 2025 / VIVIDO IN MANIFATTURA TABACCHI

60 espositori da tutto il mondo

Eventi Vino 2025

GRANDI LANGHE – EVENTI VINO PIEMONTE

27 e 28 gennaio 2025 alle OGR

quasi 500 cantine dalle Langhe, Roero e dal resto del Piemonte, pronte a presentare in anteprima le nuove annate delle DOCG e DOC. Per tutta la durata dell’evento vi sarà una sala degustazione dedicata alla stampa con le ultime annate rilasciate in commercio di tutte le DOCG e DOC del Piemonte.

Eventi Vino 2025

LA TUSCIA DEL VINO

27 gennaio a Caprarola (VT) presso le Scuderie di Palazzo Farnese

WINE IN VENICE

31 GENNAIO – 3 FEBBRAIO 2025

Vignaioli Naturali a Roma

1 e 2 febbraio 2025 a Roma presso l’Hotel Excelsior di Via Veneto 125

I VINI DEL CUORE

A Genova – nel chiostro del Museo Diocesiano il 2 e 3 febbraio

AMARONE OPERA PRIMA

1 e 2 Febbraio 2025
Palazzo della Gran Guardia, Verona

Un evento dedicato al grande rosso veneto

ARTIGIANI DEL VINO | organic wine festival

2 febbraio a Palazzo Gnudi – Bologna

50 produttori selezionati da Medulla

CESENA IN BOLLA

11 e 12 febbraio alla Fiera di Cesena

Espressamente dedicato al mondo del Frizzante

Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano

dal 2 al 3 febbraio alla Fortezza di Montepulciano si presentano  le nuove annate disponibili nel 2025.

ANTEPRIME DI TOSCANA

dal 14 al 21 febbraio i Consorzi del Vino Toscano presentano le nuove annate.

Eventi Vino 2025

CHIANTI CLASSICO COLLECTION

Alla Stazione Leopolda di Firenze il 17 e 18 febbraio. Per i devoti del Gallo Nero.

CHIANTI CLASSICO COLLECTION

Alla Stazione Leopolda di Firenze il 17 e 18 febbraio. Per i devoti del Gallo Nero.

ANTEPRIMA ALTRA TOSCANA

20 febbraio FIRENZE

Giovedi 20 febbraio al Palazzo degli Affari di Firenze si potranno degustare le nuove annate di: Maremma Toscana, Montecucco e Montecucco Sangiovese, Cortona, Chianti Rufina, Terre di Casole, Suvereto, Val di Cornia e Rosso della Val di Cornia, Carmignano, Barco Reale di Carmignano e Vin Santo di Carmignano e IGT Toscana.

Valdarno di Sopra day 2025

21/02/2025 | Il Borro – San Giustino Valdarno

Il Barolo a Palazzo Barolo – eventi vino Piemonte

Una giornata per approfondire la conoscenza del Barolo

Sabato 22 febbraio a Torino – Palazzo Barolo via delle Orfane 7.

I MIGLIORI VINI ITALIANI

Dal 21 al 23 febbraio a Roma.

Luca Maroni

VIVA LA VITE !

C/O Ex Aurum, Largo Gardone Riviera, 65126 Pescara PE

Occasione dedicata ai giovani talenti del vino naturale

SLOW WINE FAIR

la quarta edizione a BolognaFiere dal 23 al 25 febbraio 2025

Packaging e logistica: la sostenibilità del vino, oltre il vino

Eventi Vino 2025

Borgo Divino

Dal 1 al 3 marzo l’undicesima edizione di Borgo Divino  al Centro Rogers di Piazza della Resistenza a Scandicci.  

SALONE DEL VINO DI TORINO

A Torino dal 1 al 3 marzo alle OGR

Il Salone del Vino di Torino è un progetto teso alla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo del Piemonte, che vuole portare nel capoluogo cantine storiche, giovani vignaioli, consorzi e associazioni di tutela.

Su Instagram

CHIANINA & SYRAH  – Festival Vino Toscana

Dal 7 al 9 marzo a Cortona. 50 espositori, 30 ristoranti, le eccellenze del territorio.

Milano Wine & Spirits

8-9 MARZO  a MALPENSAFIERE
VIA XI SETTEMBRE, 16
BUSTO ARSIZIO (VA)

Rome Wine Expo

8-10 marzo al Grand Hotel Palatino / eventi vino Lazio
terza edizione per il grande festival del vino della capitale

Simply the best 2025 – eventi vino Milano

Tornano in degustazione a Milano i vini delle Cantine più premiate dalla critica al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci Via Olona 6 bis 20123 Milano

Simply the Best - 10 marzo a Milano

VINI SELVAGGI – Roma – Fiera Vini Naturali

Fiera Indipendente e Degustazione di Vini Naturali 9-10 Marzo 2025 presso San Paolo District a Roma

LA PRIMA DELL’ALTA LANGA

Lunedì 10 marzo 2025, dalle 9:30 alle 17.30 (ultimo ingresso alle 17), a La Centrale di Nuvola Lavazza in via Ancona 11/ A a Torino, si svolgerà la settima edizione de La Prima dell’Alta Langa

SOLOVINO

SoloVino torna a Santo Stefano Roero (CN) il 15 marzo 2025 e riunirà circa 30 produttori dall’Italia e dalla Francia, per celebrare la passione per il vino e il profondo legame con il territorio.

ENOTICA – Roma Festival Vino e Sensualità

XIII edizione di Enotica Festival del Vino e della Sensualità 14-15-16 marzo 2025 al Csoa Prenestino a Roma.

VINI DI VIGNAIOLI – Milano / salone vino artigianale Lombardia

16 MARZO allo Spazio Mosso di Milano trovi i vini di territorio da tutta Italia realizzati senza trucco e senza inganno sia in vigna che in cantina.

I Vini del Grande Vulcano laziale

22 marzo a Frascati, organizzato da Fisar Roma per valorizzare e
promuovere il vino del territorio a partire dal suo prodotto per
antonomasia, il Frascati.

VINIFERA

22 e 23 marzo a Trento presso Trento Expo

100 VIGNAIOLI E ARTIGIANI DEL CIBO provenienti dall’arco alpino, italiano ed estero

VINIPENDENTI – FESTA DEL VINO NATURALE

22-23-24 Marzo 2025 – STAZIONE LEOPOLDA PISA

Vignaioli, Food Truck, Musica e Relax

vINIPENDENTI - eVENTI vINO 2025
vINIPENDENTI – eVENTI vINO 2025

Terre di Toscana 2025

XVII edizione – Domenica 23 e lunedì 24 marzo

Hotel Una Esperienze Versilia Lido | Lido Di Camaiore (LU)

Il sempre entusiasmante evento de L’Acquabuona che raccoglie tutto il meglio del Vino Toscano

LE PRIME DI VITE IN RIVIERA

Albenga (SV), Ex Chiesa di San Lorenzo, Piazza Rossi – 23 e 24 marzo 2025 Le Prime di Vite In Riviera. Venti cantine del Ponente Ligure presentano le nuove annate (info su www.viteinriviera.it)

Teranum

Al DoubleTree by Hilton di Trieste il 29 marzo. Una giornata dedicata ai rossi del Carso.

Derthona 2.0

tre giorni, dal 29 al 31 marzo, per scoprire il Timorasso in tutte le sue vesti. A Tortona presso il Museo Orsi.

Anteprima del Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG

Il 31 marzo 2025, presso l’NH Hotel Collection Piazza Carlina di Torino, si terrà l’Anteprima del Ruchè di Castagnole Monferrato DOCG, un evento dedicato alla scoperta della nuova annata di un vino che racchiude il fascino e la complessità di un vitigno raro e prezioso.

ViniVeri – eventi vino naturale

Appuntamento a Cerea dal 4 al 6 aprile per ViniVeri. Tra gli appuntamenti immancabili per gli Enonauti italiani

SUMMA

5 e 6 aprile per l’evento organizzato da Alois Lageder presso villaggio vinicolo di Magrè, in Alto Adige.

“SUMMA è un evento all’insegna della spensieratezza e della curiosità, dove stress e noia non sono di casa, né per i visitatori né per i produttori di vino. Uno scambio reciproco in un ambiente accogliente dal sapore storico. Allargare i propri orizzonti. Lasciarsi ispirare. Celebrare insieme…”

Summa - Eventi Vino 2025
Summa – Eventi Vino 2025

VinNATUR Tasting – Degustazione Vini Naturali

A Gambellara (VI) dal 5 al 7 Aprile 2025 presso Lo show-room Margraf, spazio polifunzionale

Il più importante evento di vini naturali in Europa. 200 produttori provenienti da Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Austria, Ungheria e Slovenia.

Vinnatur Tasting - Eventi Vino 2025
Vinnatur Tasting – Eventi Vino 2025

VINITALY

dal 6 al 9 aprile presso Verona Fiere. il più grande degli eventi italiani dedicati alla bevanda di Bacco

REWINE CANAVESE

A Ivrea e Salerano C.se 11-13 aprile. TRE GIORNI di fiera oraganizzata da Associazione Giovani Vignaioli Canavesani. Quinta edizione.

DIVIN NOSIOLA – eventi vino Trentino

dal 12 al 26 aprile un programma lungo ed articolato. Consigliato il download del programma.

CONTRADE DELL’ETNA – EVENTI VINO SICILIA

13 e 14 aprile a Randazzo. L’Evento per gli amanti dei vini della Montagna.

VINUM ALBA – Fiera Vino Piemonte

25, 26, 27 aprile & 1, 2, 3 e 4 maggio 2025 ad Alba (CN)

Grande enoteca a Cielo aperto

Vinum Alba - Eventi Vino 2025
Vinum Alba – Eventi Vino 2025

Orcia Wine Festival – Eventi Vino Siena

dal 25 al 27 aprile a San Quirico d’Orcia la manifestazione che permette di ampliare la conoscenza della DOC Orcia.

Orcia Wine Festival - Eventi Vino 2025
Orcia Wine Festival – Eventi Vino 2025

DIVIN NEGRAR

26 aprile a Negrar

degustazione itinerante per rivivere la storia dei vini Classici della Valpolicella:
il Valpolicella, il Superiore, il Ripasso, il Recioto e l’Amarone.

Divin Negrar - Eventi Vino 2025
Divin Negrar – Eventi Vino 2025

ONLY WINE FESTIVAL – Eventi Vino Umbria

a Città di Castello dal 26 al 28 aprile presso il Palazzo Vitelli a Sant’Egidio

Il salone dedicato ai giovani produttori di vino.

Only Wine Festival - Eventi Vino 2025
Only Wine Festival – Eventi Vino 2025

ViniAmo

Il e il 5 Maggio 2025 torna ViniAmo, il Wine Tasting della Capitale

all’Hotel Cristoroforo Colombo, all’EUR.

PAESTUM WINE FEST

Il 04 – 05 – 06 maggio ritorna Paestum Wine Fest 2025 al NEXT di Capaccio Paestum

Paestum Wine Fest - Eventi Vino 2025
Paestum Wine Fest – Eventi Vino 2025

Porto Cervo Wine & Food Festival 2025 – eventi vino Sardegna

dall’8 all’11 maggio al Cervo conference Center. Vino, Cibo e Glamour

VIGNAIOLI CONTRARI – mostra mercato vini artigianali

Il 10 e 11 maggio alla Rocca Rangoni di Spilamberto (MO)

Mostra mercato, incontri e degustazioni di vini artigianali

Vignaioli Contrari - Eventi Vino 2025

RADICI DEL SUD

Sarà la rinnovata ex Distilleria Paolo Cassano di Gioia del Colle (Ba) ad ospitare, dal 4 al 9 giugno 2025, la XX edizione di Radici del Sud.

a presto aggiornamenti

a presto aggiornamenti

a presto aggiornamenti

a presto aggiornamenti

Granaccia e Rossi di Liguria

Quiliano (SV) – Palazzetto dello Sport – 23 novembre 2025 Granaccia e Rossi di Liguria. Panoramica della produzione di vini rossi e rosati da tutta la Liguria con oltre 60 cantine presenti (info su www.viteinriviera.it

a presto aggiornamenti

Eventi Passati 2025

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Gite in Cantina, Produttori

Il buon Piemonte lontano dai riflettori

Il viaggio autunnale nel Piemonte del Vino

Gianni Doglia | Alberto Oggero | Prandi | Nicholas Altare | Francesco Boschis

Seguendo i rumori di fondo, i tic e le tendenze del mercato si rischia di credere all’esistenza di un mondo dorato, un percorso maggiore che si dipana tra cantine inaccessibili dove il vino alla fine non c’è, assegnato con largo anticipo e largamente speculato, e un mondo minore di aziende dedite alla produzione di “vino normale”. Ma si rischia di credere, e bere, male e soprattutto di perdersi qualcosa. Se all’hype, e al necessariamente conseguente conformismo, si preferiscono invece la significatività dell’esperienza e la sua veridicità in relazione alla storia del territorio, la sua cultura e la sua comunità si poggiano le basi per incontri illuminanti e l’opportunità di bere degli ottimi vini dal prezzo sorprendente.

Una breve prolusione, questa, per introdurre il racconto del consueto viaggio autunnale de L’Enonauta nel Piemonte del Vino, questa volta senza cercare il Barolo e il Barbaresco, ma per andare ad approfondire territori e vini meno discussi.

Il Panorama del Monferrato

Siamo partiti da Pistoia col tempo brutto, ma anche più che brutto. In Valdinievole era già diluvio. Più si andava avanti più il tempo peggiorava. In Versilia prima e in Riviera di Levante poi visibilità scarsa, pioggia fitta, traffico vischioso. 

Scavalcati gli appennini il panorama cambia, ma non le condizioni metereologiche. Fino ad Asti dove c’è un primo miglioramento. All’arrivo a Castagnole delle Lanze il cielo si apre e la vista sul Monferrato si spalanca.

Gianni Doglia – CASTAGNOLE DELLE LANZE/Monferrato

Quella della famiglia Doglia è un’azienda moderna con un solido passato e un’attenzione evidente per la qualità e l’espressività. Si trova a Castagnole delle Lanze, ultimo metro di Monferrato prima dell’inizio delle Langhe con una postazione d’assaggio panoramica esterna, anche quella interna peraltro, davvero suggestiva.

Nell’ambito della nuova denominazione NIZZA è tra le aziende che alla prova dell’assaggio mostrano di aver scelto una strada meno marcatamente “moderna” proponendo vini espressivi e calibrati dove nessuno dei fattori che concorrono alla creazione di un buon vino sembrano prevalicare gli altri. Vini che definirei contemporanei, che soddisfano la crescente richiesta di bevibilità e scorrevolezza.

Inciso: LA CRITICA ENOICA

Piccolo inciso: dal momento che la critica contemporanea prescrive per i vini d’oggi asciuttezza, sottrazione, bevibilità, questo moderno che possiamo trovare in molti vini della Denominazione Nizza Docg è già stato dichiarato fuori tempo e fuori corso, ma questa critica io comincio a trovarla quanto meno bipolare dopo i decenni d’amore incondizionato per i vini densi, alcolici e lignei. 

I vini di Gianni Doglia

Dai primi risultati di critica ottenuti con il Moscato, nel cui panorama è considerato un vero top player, l’azienda ha poi raggiunto qualitativamente lo stesso livello anche con i tipici vitigni rossi del Monferrato ovvero la Barbera e il sorprendente Grignolino. La visita è ben condotta da Silvia, già incontrata precedentemente a un evento di Partesa, che si dimostra competente, appassionata e coinvolgente. Ci propone un assaggio esaustivo delle proposte aziendali accompagnato da uno spuntino e ci rende edotti sul fritto misto alla piemontese di cui ignoravamo l’esistenza.

Non ci stupisce il fatto che i vini siano tutti di ottimo livello perché sapevamo a cosa andavamo incontro. La batteria delle Barbere ovviamente in primo piano. Dalla fresca e avvincente Bosco Donne, al profondo e strutturato Nizza Viti Vecchie, passando per la Barbera Superiore Genio che, a mio modesto parere, è una delle Barbere più riuscite e centrate nel panorama attuale. Sorprende il Grignolino quasi metafisico per l’essenzialità, il tratto deciso e i profumi netti.

Se la qualità dei vini già la conoscevamo adesso sappiamo che anche l’ospitalità non è da meno. Prezzi ragionevoli per una qualità media come già detto decisamente alta. Per chi poi si occupa di ristorazione/vendita direi che la distribuzione ottima non sia un fattore da sottovalutare.

Alberto Oggero – Canale/Roero

Dopo il pranzo ci dirigiamo verso Canale nel Roero dove si trova l’azienda agricola di Alberto Oggero. Emergente, ma già abbastanza emerso, vignaiolo artigiano del Roero, vero testimone del territorio con i suoi vini e con l’impegno in SoloRoero (https://www.soloroero.it/) insieme ai colleghi/amici di Valfaccenda e Cascina Fornace con cui spiegano al mondo le ragioni del Roero concentrandosi solo sui vitigni autoctoni che maggiormente lo rappresentano, Nebbiolo e Arneis.

Ci accolgono all’arrivo Alberto e Taxi. Taxi vigila, Alberto ci racconta la storia della sua passione e ci fa assaggiare i suoi vini. 

Alberto Oggero ha ereditato la passione per la vigna e le vigne stesse dal nonno Sandro. Nel  2010 ha rifondato l’azienda e ha cominciato a produrre e vendere i suoi vini. Gli ettari vitati sono circa 4 divisi in più parcelle con terreni composti da sabbia e argilla in proporzioni diverse. L’attitudine è quella del vino naturale, quindi lieviti indigeni, vinificazione classica, inerbimento. 

Ciò che contraddistingue i suoi vini è l’evidente fedeltà al vitigno, alle potenzialità del territorio e l’equilibrio. Per i rossi si va dalla dinamica espressività del Sandro, ai due Roero 2022 – Le Coste e Anime, il primo più fine e scorrevole il secondo più corposo, che confermano quanto avvertito in più occasioni di assaggio, ovvero un costante miglioramento generale dei vini del Roero a base Nebbiolo, così come testimoniano la buona mano di chi li ha prodotti.

Per i bianchi si evince invece una visione dell’Arneis radicalmente diversa da quella che s’incontra solitamente. I due Arneis proposti sono entrambi ragionevolmente macerati, Roero Bianco e Valle dei Lunghi, profumati, materici e sapidi, affinati rispettivamente in legno e cemento, che non somigliano affatto agli Arneis delicati da pre-cena. 

I vini assaggiati in questa occasione sono effettivamente lo specchio di quanto affermato da Alberto durante la visita. Che è giusto affermare la propria identità, stilistica e territoriale, senza fare la corsa a somigliare ad altri modelli già affermati.

Alberto Oggero, oltre che un bravissimo vignaiolo, dimostra di essere anche un ospite generoso e partecipe e si passa così del buon tempo e si comprano un po’ di bottiglie.

Azienda Agricola Giovanni Prandi – Diano d’Alba

Che dire. L’azienda condotta da Alessandro Prandi è probabilmente quella che ho visitato più volte da quando cominciai a percorrere le strade del Piemonte  in cerca di vino. Conosciuta per caso sfogliando una guida, è diventata poi una tappa fissa delle enozingarate in Langa. Ho degustato e acquistato negli anni con tutti i membri della famiglia Prandi, c’ho portato tutti gli amici che a loro volta sono diventati tutti grandi estimatori dei loro vini e con gli amici negli anni abbiamo riportato a casa un considerevole numero di cartoni di vino. Tutto ovviamente finito in tempi rapidi.

E c’è un motivo.  La semplicità e la gentilezza della famiglia Prandi, ma soprattutto il vino. Il Dolcetto in primis

La famiglia Prandi ha una proposta contenuta in etichette, contenuta anche nei prezzi, che però esprimono evidenti valori qualitativi e di solidità.

L’azienda si trova lungo la strada che da Diano d’Alba porta Grinzane Cavour. Fondata negli anni 20 prende la forma attuale quando Giovanni Prandi, nipote del fondatore, entra in azienda. Alessandro, che adesso la conduce, è il suo figlio maggiore. Vengono prodotte circa 20000 bottiglie l’anno di impronta classica con i tradizionali vitigni Piemontesi. Dolcetto ( nella versione Langhe e Diano Docg), Barbera, Nebbiolo e Arneis. 

Il Dolcetto, che a Diano d’Alba come a Dogliani ha meritato una denominazione, trova a mio avviso nelle interpretazioni di Alessandro Prandi uno dei suoi vertici espressivi. Strutturato, sempre ben definito nel sorso, con profumi autentici, di carattere, mai sgarbato o approssimativo. Ed è anche longevo il Dolcetto di Prandi. Lo posso affermare perché ne ho avuto la riprova empirica.

Negli anni ho sviluppato una preferenza personale per il Sorì Colombè che trovo più asciutto e delineato, ma ci sarà sicuramente chi preferisce il più corposo Sorì Cristina.

I due Dolcetto in questione fermentano in cemento per poi affinare in acciaio per 6 mesi e in bottiglia per altri 6.

Straordinari i Dolcetti 2021 che ebbi la possibilità di assaggiare a Grandi Langhe, ma che non feci in tempo ad acquistare in azienda e il 2016 che invece ho avuto la fortuna di poter stappare nuovamente la settimana scorsa con enorme soddisfazione. 

Da non sottovalutare il Nebbiolo d’Alba, economico e sempre tosto, filologico e anch’esso capace di esprimersi bene anche sulla distanza. 

Fermenta in cemento e poi invecchia per 12 mesi in barrique esauste.

Stavolta solo un breve pit-stop per assaggiare qualcosa e per comprare qualche cartone, ma non mancherà occasione per una nuova visita  con un racconto più dettagliato.

Nicholas Altare – Dogliani

La prima cosa la disponibilità. Nicholas ci perdona un ritardo, non colossale ma pur sempre un ritardo, e ci accoglie nel tardo pomeriggio, col tempo che si è nel frattempo rifatto brutto. 

L’azienda si trova a Dogliani in Borgo Valdiberti nella sottozona San Luigi che è a nord del paese in direzione Monforte d’Alba. L’altitudine è sui 400 metri circa.

Nicholas è un giovane vignaiolo pieno di entusiasmo e non si fatica a intravedere in lui la passione e la voglia di raccontarsi e di far conoscere il suo lavoro. 

La storia è quella di altri giovani e promettenti Vignaioli. Una famiglia in cui le vigne e il vino c’erano già, ma in cui il vino veniva ceduto ad altri produttori, poi un giovane decide di mettersi alla prova e nascono così un nuovo progetto e delle nuove etichette.

Il suo Mèntore, dopo un’esperienza lavorativa nella sua ben conosciuta azienda, è Ferdinando Principiano che lo sprona a dare forma al suo sogno ed è così che nel 2015 nasce la prima bottiglia di Dolcetto. Con Principiano condivide l’impostazione grafica delle etichette, ma anche la ricerca di vini il più possibile salubri, fedeli, artigianali. In cantina le fermentazioni sono con lieviti indigeni in cemento. Il Dogliani effettua in cemento anche l’affinamento, mentre invece Barbera e Nebbiolo effettuano un passaggio in legno. 

Mettendosi al tavolo d’assaggio la prima cosa che risalta è che Nicholas Altare è certamente un vignaiolo contemporaneo. Nei suoi tre vini, Barbera, Dolcetto e Nebbiolo è evidente in egual modo l’attenzione alla bevibilità, potrei dire anche alla leggiadria, unità alla forza espressiva. Nicholas ci propone in assaggio Dolcetto e Nebbiolo 2021 e Barbera 2022 ed è unanime l’apprezzamento per questi vini snelli, a tratti scabri, che hanno però il grandissimo pregio della forza unita alla tipicità. Nel Dogliani di Altare, credo di non fare torto a nessuna delle parti in causa, sento echi dell’ultimo Dolcetto di Ferdinando Principiano assaggiato in cantina lo scorso anno e in seguito a casa. Dolcetto di rara precisione. Il Dogliani 2021 di Nicholas Altare è netto, definito, micidiale.

Questi primi 10 anni di storia del progetto di Nicholas Altare sembrano proprio un bel viatico verso, vista anche la sua giovane età, un lungo futuro di successi.

Francesco Boschis – Dogliani

La parola che più di ogni altra può spiegare il nostro incontro col Signor Mario Boschis è “chiarezza”. Fin dal primo contatto telefonico in cui specifica che la visita è finalizzata alla vendita. Apprezzo questa notazione che mi permette di specificare che non siamo turisti in cerca di un aperitivo gratuito e preciso così che siamo “enonauti” e ci fa piacere conoscere i vignaioli, ma che siamo anche “bevitori” che sperano di poter comprare del vino. La stessa chiarezza con cui il Signor Boschis ci parla del suo fare vino, del presente delle Langhe di cui non apprezza le derive ipercommerciali che stravolgono a suo dire, io condivido appieno, necessariamente anche le scelte di stile, i prezzi, l’espianto di una varietà nobilissima come il Dolcetto, difficile certamente da coltivare e vinificare, con meno appeal del Barolo, ma che può dare grandi soddisfazioni a chi lo sa cercare (e poi bere) e a chi abbia la maestria giusta per addomesticarlo. 

L’azienda Francesco Boschis si trova a Dogliani. Sottozona Pianezzo a est dell’abitato. Fino a 550 metri slm, terreni ripidi, clima più fresco, vini decisamente asciutti e nervosi. Non siamo lontani dall’Alta Langa, Eldorado prossimo venturo del vino italiano.

Memori di quanto di buono assaggiato nel recente passato (qui) siamo giunti in azienda alla ricerca del Dogliani/Dolcetto di cui tutti presso l’Enonauta sono grandi sostenitori. E l’abbiamo trovato andando ben oltre le nostre aspettative. In primis perché i Dogliani proposti in degustazione/vendita sono tra i migliori che io abbia mai assaggiato. L’annata è la stessa per tutti quelli proposti. La 2021. Dogliani Pianezzo, Vigna del Prey, Sorì San Martino, Vigna del Ciliegio, in un crescendo di struttura, accomunati dal tratto sicuro, dalla finezza, dalla potenza ben declinata. In seconda battuta dal fatto di aver trovato tra le proposte anche ottime espressioni della Barbera, una Freisa gioiello chiamata Nei Sorì che ci ricorda dell’antica parentela della Freisa col Nebbiolo.

Credo che in questo caso la dedizione dell’uomo/coltivatore/custode alla terra, al vitigno e alle loro potenzialità raggiunga esiti davvero mirabili e ci dà una conferma ulteriore dell’esistenza, sotto o accanto allo scaffale dei vini famosi, di un vastissimo giacimento di grandi vini dal prezzo equo che, seppure non abbiano il potere fascinatorio di un vino semplicemente costoso o di un bene di posizionamento, portano gioia e piacere al bevitore ben informato. 

Perché è sicuramente meglio un Dolcetto ben fatto di un Barolo approssimativo.

Enotour #007 - Viaggio nel Buon Piemonte del vino lontano dai riflettori | Doglia, Prandi, Altare, Boschis, Oggero
Enotour #007 - Viaggio nel Buon Piemonte del vino lontano dai riflettori | Doglia, Prandi, Altare, Boschis, Oggero
Visioni dal Piemonte del Vino
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Degustazioni, Eventi

Slow Wine Fair 2025: un evento imperdibile per gli amanti del vino sostenibile

Slow Wine Fair 2025: un evento imperdibile per gli amanti del vino sostenibile

Una delegazione de L’Enonauta è pronta a raggiungere Bologna per la quarta edizione della Slow Wine Fair, la fiera internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto, che si terrà a BolognaFiere dal 23 al 25 febbraio 2025. L’evento rappresenta un appuntamento imperdibile per appassionati, professionisti del settore e produttori vinicoli che condividono l’impegno per un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

La Slow Wine Fair si distingue per la sua attenzione alla qualità e alla sostenibilità dei vini presentati, selezionati secondo i principi di Slow Food, l’associazione internazionale che promuove un’alimentazione buona, pulita e giusta. La fiera offre un’occasione unica per degustare vini di alta qualità, conoscere da vicino i produttori e scoprire le ultime tendenze del settore.

È importante sottolineare che l’edizione 2025 della Slow Wine Fair si concentrerà su un tema cruciale per il futuro del settore vinicolo: la sostenibilità lungo tutta la filiera.

Dopo aver esplorato temi come la crisi climatica e la fertilità del suolo nelle edizioni precedenti, quest’anno l’attenzione si sposterà sull’impatto ambientale del vino a 360 gradi, dalla vigna alla bottiglia.

Cosa significa questo?

  • Packaging: si discuterà dell’importanza di ridurre l’impronta ecologica degli imballaggi, privilegiando materiali riciclabili e leggeri.
  • Logistica: verranno analizzate le diverse modalità di trasporto e stoccaggio del vino, con l’obiettivo di minimizzare le emissioni di CO2.
  • Certificazioni: un focus sulle certificazioni vinicole, per aiutare i consumatori a riconoscere i vini prodotti in modo sostenibile.

La Slow Wine Fair 2025 sarà quindi un’occasione unica per produttori, esperti e appassionati per confrontarsi su queste tematiche, condividere buone pratiche e trovare soluzioni innovative per un futuro del vino più sostenibile.

Informazioni utili

Eventi Vino #20 - 2025 - Slow Wine Fair - Bologna | un evento imperdibile per gli amanti del vino sostenibile
Eventi Vino #20 - 2025 - Slow Wine Fair - Bologna | un evento imperdibile per gli amanti del vino sostenibile
Eventi Vino #20 - 2025 - Slow Wine Fair - Bologna | un evento imperdibile per gli amanti del vino sostenibile

Le fotografie sono di Michele Purin – dal sito di Slow Wine Fair

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Degustazioni, Eventi

ECCOPINÒ 2025 – il manifesto di una comunità variegata

ECCOPINÒ 2025 – il manifesto di una comunità variegata

un manifesto di intenti, non di stile

Chi fosse andato lunedì 13 gennaio a Scarperia, ma anche un po’ a San Piero a Sieve, allo Spazio Brizzolari per ECCOPINÒ 2025 con la speranza di incontrare la dimostrazione dell’esistenza di una linea stilistica chiara che unifichi i Pinot Neri appenninici con un tratto netto, montano, appenninico per l’appunto, sarebbe rimasto sicuramente deluso. Chi fosse andato cercando la scabrezza,  l’asciuttezza delle forme, la sottrazione come si va cercando sul decantato Etna, derivate dall’altitudine o da ciò che viene nominato col consunto termine terroir, non l’avrebbe trovata. Se esiste un’anima precisa in ciò che comunemente chiamiamo territorio, io ad esempio non lo penso, essa dovrebbe essere principalmente agevolata, aiutata a manifestarsi. Io trovo che si manifesti di rado e non solo grazie al territorio, ma principalmente grazie alla condivisione di certe pratiche di base del fare vino in strettissima relazione con le condizioni pedoclimatiche. In Toscana mi si è manifestata nei vini di Lamole e di Radda. Altrove quasi mai. In questo caso il territorio rappresentato si estende tra la Lunigiana dell’Azienda Casteldelpiano che si trova a Licciana Nardi sotto la Alpi Apuane fino alla Fattoria Brena che si trova invece in un angolo parecchio remoto della montagna cortonese con un piede praticamente in Umbria, passando per la Garfagnana, il medio Serchio, la valle della Sieve, il Mugello, il Casentino e magari un giorno anche dalla Montagna Pistoiese. Un arco lungo approssimativamente 200 chilometri composto da luoghi caratterizzati da specifiche climatiche, orografiche e pedologiche non paragonabili. E non si può dire che tra le 12 cantine partecipanti a questo evento si riscontri uniformità nell’approccio agronomico così come nelle metodiche di cantina.

Chi c’è andato ha però trovato la testimonianza di una comunità variegata che ambisce a essere riconosciuta come operosa, ispirata, volenterosa, sotto il segno unificante del Pinot Nero. Una comunità che ambisce a far conoscere le potenzialità del territorio e la sua vocazione per la viticoltura di qualità, espressamente per il Pinot Nero, e l’intensità del proprio impegno nella salvaguardia del territorio e nella sua promozione. Cito a memoria il senso di due interventi dall’incontro coi produttori del mattino, sperando di ricordare bene soprattutto i protagonisti, che a mio avviso spiegano bene le finalità del progetto. Michele Lorenzetti, agronomo e fondatore di Terre di Giotto a Vicchio, che ricorda come altri territori abbiano costruito la propria fama e strutturato il proprio fare in più secoli e che dunque l’esperienza dei Viticoltori dell’Appennino Toscano, cominciata o ri-cominciata una ventina di anni fa,  sia ancora considerabile embrionale e aperta. A sottolineare la consapevolezza di quanto sia stato fatto e quanto ancora sia da fare per l’affermazione definitiva di questa realtà. Marco Bigioli dell’Azienda Ornina che racconta come da sue ricerche sulla presenza e l’attività umana nel territorio si possa evincere che in Casentino, come in altri luoghi dell’Appennino, l’uomo ha ceduto al bosco molto di quanto nei secoli gli aveva invece strappato col suo lavoro. Testimonianza simile ad altre da me raccolte negli anni in altre zone con un passato glorioso nella produzione di vino di qualità,  spopolate di forze produttive dall’industrializzazione e dall’inurbamento e che stanno riscoprendo nel presente la loro antica vocazione. Ad esempio l’Alto Piemonte. Molto da fare dunque per questi Vignaioli determinati a lavorare e prosperare nei loro luoghi d’origine.

Chi scrive, senza fare graduatorie di merito in questo contesto che non aveva niente del competitivo, ha trovato del talento e delle capacità distribuite senza regolarità, qualche naïveté, ma anche del coraggio e della volontà.  Non mancano interpreti a mio avviso più e meglio avviati nel dare forma concreta a vini espressivi e di ottima fattura che volendo potrebbero fungere da esempio e battistrada.

I complimenti da parte de L’Enonauta all’ottima organizzazione dell’evento a cura di AFFINAMENTI.

A Eccopinò 2025 erano presenti le Aziende:

Caasteldelpiano (Lunigiana), Macea (Garfagnana), Fattoria di Cortevecchia (Mugello), Tenuta Baccanella (Mugello), Terre di Giotto (Mugello), Bacco del Monte (Mugello), Il Rio (Mugello), Borgo Macereto (Mugello), Frascole (Mugello), Fattoria Il Lago (Mugello), Ornina (Casentino), Fattoria Brenta (Val tiberina).

Eventi Vino #17 - 2025 - Eccopinò 2025 - Scarperia - Spazio Brizzolari | la comunità del Pinot nero appenninico e il suo manifesto
Eventi Vino #17 - 2025 - Eccopinò 2025 - Scarperia - Spazio Brizzolari | la comunità del Pinot nero appenninico e il suo manifesto
Eventi Vino #17 - 2025 - Eccopinò 2025 - Scarperia - Spazio Brizzolari | la comunità del Pinot nero appenninico e il suo manifesto
Eventi Vino #17 - 2025 - Eccopinò 2025 - Scarperia - Spazio Brizzolari | la comunità del Pinot nero appenninico e il suo manifesto
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Eventi

Mercato Fivi 2024 – si replica alla Fiera di Bologna

Mercato Fivi 2024 – si replica alla Fiera di Bologna

Manca una settimana esatta al più grande mercato del vino italiano. L’unico posto dove puoi comprare più vino di quello che entra nel bagagliaio dell’auto e restare attonito/a davanti al portellone aperto dopo aver tentato di incastrare le ultime scatole. 

Siete pronti/e col carrellino, lo zainone, la borsa della spesa a rotelle della nonna? Preparatevi un buon pasto al sacco per non dovervi affidare all’improvvisazione e trovarvi davanti al tramezzino dell’autogrill a 10,50 euri.

Avete studiato la mappa ed elaborato un percorso ragionato che vi permetta a fine serata di avere ancora una loquela fluente non intasata di dittonghi, iati e trittonghi impronunciabili?

Siete invece intenzionati a una giornata guerrigliera con acquisti “a sentita” destinata a finire sui gomiti dopo aver pronunciato per ore solo esclamazioni di giubilo?

Bene. Qualunque sia il vostro obiettivo è il momento di preparare la sporta e di comprare il biglietto.

Il Mercato Fivi sta arrivando.

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Degustazioni

Vini di Vignaioli 2024 a Fornovo – luci ed ombre, pros and cons, su è giù, buono e meno buono

Vini di Vignaioli 2024 a Fornovo – luci ed ombre, pros and cons, su è giù, buono e meno buono

di Riccardo Viganò 

con una postilla di Simone Molinaroli 

Nuovo giro sulla giostra dei festival del vino! Questa volta partiamo alla volta di Vini Di Vignaioli a Fornovo Val di Taro e scegliamo la giornata del lunedì da professionisti del bere quali siamo. Due ore di macchina con sosta autogrill ad ammirare un ottimo club sandwich a 10,50€ e siamo in fila per entrare. Ore 11 cancelli aperti e subito ci dirigiamo verso Camillo Donati e i suoi rifermentati. Una bella gamma di prodotti su cui spiccano la Malvasia aromatica di Candia e la Malvasia rosa. Prezzo in fiera 8 euro, inevitabilmente ne prendiamo una cassa. Tappa obbligata da La Stoppa dove accade la redenzione del nostro “Vate” Simone Molinaroli davanti ad un Ageno non difettato. Dopo molti tentativi finalmente la bottiglia spiazzante che tanti decantano. Torniamo sulla terra con La Macchiona che continua a non convincermi. L’accoglienza al banco è encomiabile e ci fanno sentire anche una Macchiona con 20 anni sulle spalle decisamente evoluta, ma ancora solida e sprintante. La mia esperienza in fiera prosegue  andando a testare tutti i vini macerati che mi ero segnato sul fido taccuino. Ca’ de Noci, Ca’ Liptra e Adagio sicuramente sono produttori interessanti e con prodotti particolari. Tappa del cuore a Cascina degli Ulivi per un goccio di Montemarino e un nuovo tentativo con A demûa novemesi che a me proprio non vuol piacere e via verso nuovi assaggi. L’azienda francese Cuatro Manos ci ha portato nella Loira con un super super Chenin Blanc. Immancabile il piatto di affettati di Maiale nero di Parma con un prosciutto crudo che sembrava zucchero e il barattolo di senape all’antica. Non il pienone che mi aspettavo, ma devo dire che le altre volte ero andato la domenica. Biglietto preso online ormai a più di 20 euro. Sempre molto bello rivedere i vignaioli, ma aleggia una certa incertezza sul futuro di questo business, della serie “Sì, tutto buono. Ma chi compra?” Noi la nostra piccola parte l’abbiamo fatta con una dozzina di bottiglie riportate, ma dubito possa fare una grande differenza. Alla prossima.

Postilla di Simone Molinaroli su VINI DI VIGNAIOLI 2024 e la redenzione

In effetti per la prima volta ho avuto la possibilità, dopo un discreto numero di bottiglie “discutibili”, di assaggiare Ageno in una veste che in qualche modo dà un senso a certi entusiasti pareri ricevuti negli anni. Questo non mi ripaga dell’acetica assaggiata le volte precedenti e continuo a pensare che sia un “vino ideologico”. Adesso però posso anche pensare che talvolta possa dare ottimi esiti. 

Del resto non si esce di casa per corroborare le proprie convinzioni o peggio i propri pregiudizi. Per questo è sufficiente stazionare sul divano in attesa della proposta amichevole, conforme ai gusti profilati, partorita dalla piattaforma multimediale alimentata dagli algoritmi.

Si esce di casa e si va a Fornovo ad assaggiare i vini dei Vignaioli, specialmente quelli che in passato risultarono deludenti, determinati come sempre a farlo in libertà e autonomia.

Vini di Vignaioli è un evento reso simpatico dalla possibilità di acquistare direttamente e non solo assaggiare vini talvolta non più reperibili causa speculazioni, accaparramenti, etcetera che, al pari dell’altro famoso e grande mercato dei Vignaioli, sottolinea la vocazione all’incontro col pubblico bevente e pagante. 

Vini di Vignaioli 2024 – Highlights 

Cuna 2019, già assaggiato in precedenza, si conferma un grandissimo Pinot Nero. Ma non c’era nemmemo bisogno di cercare una conferma.

Ca’Liptra propone un bel trittico di Verdicchio dei Castelli di Jesi tra cui spicca il Riserva Vigna del Torcolaccio.

Ca’ de Noci che non conoscevo propone una interessante Spergola secca

Ho molto apprezzato le proposte de La Frustaia di Luni (SP). Vermentino non banale, non evanescente, non simil-sauvignon.

Camillo Donati Master della Rifermentazione Ancestrale

Ho assaggiato anche un Riesling che sapeva distintamente di Dixie al Formaggio. Ho fatto finta di nulla.

Rocco di Carpeneto tra le altre bottiglie meno entusiasmanti piazza un Ovada Riserva di categoria.

Al banco di assaggio de Il Tufiello un ottimo Sancho Panza 2020, ma gli altrii assaggi mi sono sembrati un po’ troppo selvaggi.

Eventi Vino #13 - 2024 - VINI DI VIGNAIOLI 2024 - Fornovo - Foro 2000 | Manifestazione di vini artigianali
Eventi Vino #13 - 2024 - VINI DI VIGNAIOLI 2024 - Fornovo - Foro 2000 | Manifestazione di vini artigianali
Eventi Vino #13 - 2024 - VINI DI VIGNAIOLI 2024 - Fornovo - Foro 2000 | Manifestazione di vini artigianali
Eventi Vino #13 - 2024 - VINI DI VIGNAIOLI 2024 - Fornovo - Foro 2000 | Manifestazione di vini artigianali
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